Sul
gruppo facebook Le Harmonyne, Alessia Toscano, una delle
amministratrici del simpatico club virtuale, poneva un'interessante
domanda: come si è evoluto nel tempo il nostro rapporto con la lettura e
la scrittura?
Da
piccola amavo le favole e poiché in casa non c'erano libri, li
collezionavo con amore, appena qualcuno me ne regalava uno... Dopo le
favole, è stata la volta degli Harmony... Mia zia ne acquistava valigie e
io li leggevo molto volentieri per distrarmi, prima di essere rapita
dalle storie tristi e dai classici. Ero una calamita. Appena captavo
storie tragiche n'ero attratta ed è stato così per lungo tempo. Mi
piacevano i protagonisti complicati, drammatici, ma adoravo anche le
storie d'epoca, in particolare dell'Ottocento... Le mie amiche appena
individuavano un abito pieno di balze, pensavano a me. Poi è iniziata la
vita, quella vera, con difficoltà, delusioni e contrasti continui e le
storie impegnative hanno cominciato a essere troppo pesanti per me.
La lettura doveva essere evasione e possibilità di ritrovarsi in un mondo a lungo sognato e mai avuto, perché nella vita reale il merito è spesso preso a calci e le cose non accadono rispettando una logica. Volevo un mondo dove gli insegnamenti ricevuti avessero un senso e non fossero solo un laccio che ti impedisce di ottenere quello che ti spetterebbe di diritto, perché l'essere per bene, in questa vita, non ti porterà da nessuna parte... A quel punto ho deciso che, almeno nelle letture, dovevo essere certa che le cose andassero come dovevano andare. Dunque, viva il rosa e le sue sfumature! Per quanto riguarda la scrittura, invece, il mio percorso è stato molto articolato... Ho iniziato tenendo un diario, per poi provare a scrivere un romanzo che è rimasto nel cassetto per vent'anni, mai finito e ripreso solo nel 2017, per portarlo alla pubblicazione con "La preda più ambita".
Mentre Micheal riposava nel cassetto, tempestavo di lettere amici e parenti. Persino il mio professore della tesi riceveva aggiornamenti continui per lettera... Lo trovava insolito e divertente, ma almeno si ricordava di me. Dalla tesi è stato un continuo scrivere, ma di cose che riguardavano il mio ambito di studi, quello storico e contemporaneo, con un'incursione nell'analisi politica. Da lì sono passata a dei progetti culturali che mi hanno permesso di vivere di quello per qualche anno, fino a quando non ho deciso di trovarmi un lavoro diverso, con uno stipendio a fine mese e ho abbandonato del tutto la scrittura, per dedicarmi solo alla lettura. Quasi sette anni, senza scrivere, per poi ritrovarmi senza lavoro e scoprire che forse la penna non mi aveva del tutto abbandonato...
Mi sono messa al lavoro, senza grandi aspettative, ma giorno dopo giorno ho capito che il mondo che avevo creato mi piaceva e che mi ero affezionata a quei personaggi che, incredibilmente, avevano un senso e da lì alla pubblicazione è stato un salto nel buio, che mi ha portato nel mondo dei romanzi. Sono due anni che vi navigo e a parte i litigi con me stessa, alla ricerca di una coerenza narrativa, devo dire che mi sento bene. Mi piace scrivere. Mi piace conoscere mondi e personaggi nuovi e mi piace interagire con i miei lettori, che ringrazio sempre per il tempo e l'attenzione che mi dedicano.E grazie a te, Alessia, per questa domanda!
La lettura doveva essere evasione e possibilità di ritrovarsi in un mondo a lungo sognato e mai avuto, perché nella vita reale il merito è spesso preso a calci e le cose non accadono rispettando una logica. Volevo un mondo dove gli insegnamenti ricevuti avessero un senso e non fossero solo un laccio che ti impedisce di ottenere quello che ti spetterebbe di diritto, perché l'essere per bene, in questa vita, non ti porterà da nessuna parte... A quel punto ho deciso che, almeno nelle letture, dovevo essere certa che le cose andassero come dovevano andare. Dunque, viva il rosa e le sue sfumature! Per quanto riguarda la scrittura, invece, il mio percorso è stato molto articolato... Ho iniziato tenendo un diario, per poi provare a scrivere un romanzo che è rimasto nel cassetto per vent'anni, mai finito e ripreso solo nel 2017, per portarlo alla pubblicazione con "La preda più ambita".
Mentre Micheal riposava nel cassetto, tempestavo di lettere amici e parenti. Persino il mio professore della tesi riceveva aggiornamenti continui per lettera... Lo trovava insolito e divertente, ma almeno si ricordava di me. Dalla tesi è stato un continuo scrivere, ma di cose che riguardavano il mio ambito di studi, quello storico e contemporaneo, con un'incursione nell'analisi politica. Da lì sono passata a dei progetti culturali che mi hanno permesso di vivere di quello per qualche anno, fino a quando non ho deciso di trovarmi un lavoro diverso, con uno stipendio a fine mese e ho abbandonato del tutto la scrittura, per dedicarmi solo alla lettura. Quasi sette anni, senza scrivere, per poi ritrovarmi senza lavoro e scoprire che forse la penna non mi aveva del tutto abbandonato...
Mi sono messa al lavoro, senza grandi aspettative, ma giorno dopo giorno ho capito che il mondo che avevo creato mi piaceva e che mi ero affezionata a quei personaggi che, incredibilmente, avevano un senso e da lì alla pubblicazione è stato un salto nel buio, che mi ha portato nel mondo dei romanzi. Sono due anni che vi navigo e a parte i litigi con me stessa, alla ricerca di una coerenza narrativa, devo dire che mi sento bene. Mi piace scrivere. Mi piace conoscere mondi e personaggi nuovi e mi piace interagire con i miei lettori, che ringrazio sempre per il tempo e l'attenzione che mi dedicano.E grazie a te, Alessia, per questa domanda!




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