Poche righe su Race... Alto un metro e novanta, capelli biondi, occhi cangianti e una banca di proprietà. La prima volta lo incontriamo per strada, a Londra, sconvolto da quanto si è lasciato alle spalle, ignaro della devastante notizia che lo attende. Lo ritroviamo, sei mesi dopo, alle prese con un progetto di vendetta, ma contrariamente a quello che potreste pensare, dai pochi indizi disseminati sul web, Race Gordon non è cattivo... Certo ha un piano e farà di tutto per attuarlo, ma i miei personaggi sono più celebrali che sadici e non potrebbe essere altrimenti, perché è contrario alla mia natura. Un uomo che alza le mani, umilia o maltratta una donna è già fuori dalla porta, dunque, anche tenendo conto che è finzione letteraria, certi temi attecchiscono poco con me, ma mi piacciono i personaggi tormentati, difficili, che hanno qualcosa che li agita e questo è il caso di Race. Molto probabilmente, incontrandolo penserete che è uno stronzo, ma non è un vio...
Le storie viaggiano nel mondo alla ricerca di qualcuno che le ascolti. Alcune si radicano dentro e lasciarle andare, senza dare loro una qualche forma, è davvero impossibile.