Da qualche giorno mi proponevo di parlarvi in prima persona di Vieni via con me,
ma rimandavo sempre, perché di parte in questa vicenda. Consideravo il
mio parere sbilanciato, ma oggi la recensione di una lettrice mi ha dato
una nuova spinta, facendomi riflettere su aspetti della storia che pur
essendo presenti, non mi sovvenivano immediatamente.
La
lettrice, che ringrazio infinitamente per l'entusiasmo con cui ha
commentato il mio romanzo, sottolineava la capacità di tenere sempre
desta l'attenzione del lettore, attraverso una trama intrigante, dove
l'amore tra i due protagonisti non è scontato e le difficoltà non sono
di facile soluzione.
In effetti, ho sempre pensato a Vieni via con me
come un romanzo d'amore. Un amore corale, perché i protagonisti si
incontrano solo dopo un centinaio di pagine, anche se li conosciamo
prima, e l'amore nonostante tutto, non viene mai meno, perché è lui a
farlo da padrone per tutto il romanzo.
I
sentimenti positivi dei personaggi principali si contrappongono alla
logica dei soldi, al desiderio di potere e di controllo di un patrimonio
immenso, che spinge la persona che lo ha cumulato a proteggerlo, quando
scopre che la malattia potrebbe mettere in pericolo tutto quello che è
riuscito a conquistare.
Se i protagonisti della nostra storia sono Giulia e Clark, belli, giovani e infine innamorati, il deus ex machina è Aaron Richardson, il padre di Clark e il marito di Giulia.
Di
fronte alla possibilità di soccombere alla malattia, Aaron non si
lascia annientare, ma comprende che deve agire per sistemare le cose a
modo suo, per lasciare con un palmo di naso chi è convinto che, se gli
capitasse qualcosa, potrebbe facilmente appropriarsi dei suoi beni, per
dilapidarli a suo piacimento.
La
fortuna aiuta gli audaci, è proprio il caso di dire, e così l'estate
stessa in cui Aaron si rifugia a Ischia, per rallentare i suoi ritmi
lavorativi, conosce Giulia, una ragazzina acqua e sapone, che si è
laureata da poco e cerca una realizzazione professionale.
Quella
ragazza lo conquista. Non solo è bella, ma è determinata, propositiva,
preparata e pulita e così decide che è la prima a dover beneficiare del
suo immenso patrimonio.
Convincerla
a sposarlo non sarà affatto semplice, perché Giulia ha appena chiuso un
rapporto decennale con un coetaneo e lui per quanto bello ed
affascinante, ha comunque il doppio dei suoi anni.
L'altro problema da affrontare è Clark.
L'unico
a cui spetterebbe di diritto tutto quello che è riuscito a realizzare
in quegli anni, ma suo figlio non sembra interessato e questa cosa lo fa
soffrire, perché alimenta un senso di colpa, che si porterà anche nella
tomba.
Ora però sa a chi affidare quel difficile compito, se non dovesse riuscirci in tempi brevi.
Giulia
invece ignora le reali motivazioni che spingono quell'uomo così
attraente e ricco a corteggiarla e alla fine cede, perché
comprensibilmente affascinata dalla favola che le si prospetta di
vivere.
Su queste basi si costruisce l'incontro tra Giulia e Clark.
Giulia
vuole mantenere l'impegno preso dal marito, Clark invece vuole impedire
a quell'intrusa di sottrargli ciò che gli spetta di diritto.
L'orgoglio
e pregiudizio nostrano porterà i nostri protagonisti a scontrarsi e a
conoscersi, scoprendosi infine burattini mossi da qualcuno che aveva
previsto tutto.
A quel punto, che fare?
Clark ha le idee chiare in proposito e non è disposto a rinunciarvi, per nessuna cosa al mondo.
Frutto di un anno di lavoro, è una lettura scorrevole, ricca di sentimenti e non scontata.
A mio parere merita la possibilità di essere letta e conosciuta.





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